Wine Packaging: l’abito non fa il monaco, ma lo veste bene!

Quante volte è stato consigliato di andare oltre alle apparenze, di scoprire la sostanza senza fermarsi al primo impatto poiché può risultare svantaggioso il fatto di “giudicare un libro dalla copertina”.

Scritto il 26 Agosto 2020 da team peekee
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Tuttavia occorre prestare attenzione alla sottile differenza che esiste tra il mero e semplice recipiente e quello che mantiene una specifica funzionalità.

Contenitore e Contenuto / Storia e Morale

Attorno al valore sensazionale di un contenitore sono state create diverse storie tra cui quella mitica del messaggio romantico racchiuso in una bottiglia e scosso dalle onde del mare, che è giunta fino a noi. Ma se il vero segreto non fosse rappresentato tanto dal biglietto d’amore presente all’interno della brocca di vetro, quanto piuttosto dalla brocca d’acqua stessa?

È un dato scientifico che qualsiasi sostanza allo stato liquido assuma la forma del recipiente che la accoglie. Il vino, in più, ha la capacità di colmare forme “emozionali”. Dal momento che un oggetto può essere colto dall’organo di senso forse più evoluto, la vista, è anche in grado di suscitare in colui che lo osserva una chiara influenza psicologica.

Il sommelier o cliente che si appresta ad assaggiare un buon vino, è più predisposto a percepirne il gusto se esso si presenta racchiuso nel giusto packaging.

La qualità deve essere certo caratteristica di entrambi gli elementi.

E per qualità s’intende l’effettivo sapore del vino ma anche la storia che vuole raccontare. D’altronde, come accennato nelle prime righe, sempre di storie si tratta.

Da un punto di vista semantico, il racconto non si presenta come una semplice serie di azioni ma come una successione non casuale di trasformazioni che mira ad un risultato finale.

All’interno di questo processo, il consumatore non si configura come puro soggetto razionale dedito all’azione ma come complesso organismo ricco di umori ed affetti.

La branca del Marketing definita esperienziale ed estetica mira proprio a questo obiettivo.

Quando la narrazione attira l’interesse del lettore, quest’ultimo può gustarne il senso e l’intento etico.

Nel Vino

William Morris in “The Beauty of Life, elargiva il consiglio di non tenere nulla in casa “che non si considerasse utile o bello”.

Probabilmente un’attenta osservazione delle diverse abitazioni rivelerebbe una percentuale maggiore di oggetti-arredo piuttosto che di oggetti davvero funzionali. Quante bottiglie di vino si conservano per ricordare un momento speciale, unico, irripetibile? Si pensi, quindi, al valore emozionale che sono in grado di suscitare se accompagnate da una potente forza visiva.

Questo è il caso di Terracruda che presenta, nell’etichetta del suo Boccalino, un maestoso albero a più ramificazioni.

Boccalino - bianchello del metauro

Un packaging essenziale per raccontare una lunga storia di tradizioni che coinvolge vitigni autoctoni e uvaggi locali. Le pianta affonda le radici in una terra incontaminata dove l’utilizzo di metodologie a basso impatto ambientale consentono di risaltare gusto e qualità dell’uva. L’albero predomina sullo sfondo luminoso del giallo paglierino. Il colore richiama quello del frutto e le note agrumate del vino.

Il prodotto Boccalino è disponibile sullo store della Cantina Terracruda


Lo stesso risvolto sgargiante è dato dal packaging del Fammattì del Conte Villa Prandone dove il vino esplode alla vista per il suo colore intenso richiamato dal nome sull’etichetta, al quale viene associato un altro possente arbusto.

La forte tradizione, rappresentata dalla rigidità della pianta, sfocia nei lunghi nuovi rami simbolo di un’artigianalità unica, tipicamente marchigiana.

Il prodotto Fammatì è disponibile sullo store del Conte di Villa Prandone

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Il lungo viaggio attraverso prodotti e bottiglie particolari porta alla scoperta di storie e territori sempre nuovi, non resta che sedersi con il libro in una mano e nell’altra un ottimo calice di vino!