Vino e COVID-19: le conseguenze nel mercato

Che tipo di influenza ha avuto e sta avendo il virus COVID-19 sul settore vitivinicolo? Ed in che modo le aziende ed i produttori stanno intervenendo o pensano di intervenire, per cercare di far fronte a tale problema?

Scritto il 09 Maggio 2020 da Team peekee
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Ben ritrovati, amici eno-astronomici di peekee!

Allora, con il post di oggi vorremo cercare di approfondire un discorso che abbiamo già toccato, seppur in parte, nella pubblicazione precedente: che tipo di influenza ha avuto e sta avendo il virus COVID-19 sul settore vitivinicolo?
Ed in che modo le aziende ed i produttori stanno intervenendo o pensano di intervenire, per cercare di far fronte a tale problema?

Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo posti ancor prima di iniziare a buttare giù due righe per il blog, a proposito di un argomento che riteniamo possa essere importante, utile ed interessante.

E proprio per unire "l'utile al dilettevole", date pure il via alla vostra lettura!


Come da programma, ci occuperemo soprattutto del settore vitivinicolo. Quale è la situazione?

Purtroppo ragazzi, e non sapete quanto ci dispiaccia dirlo, non è assolutamente delle migliori.
Il settore vitivinicolo ha preso una bella bastonata tra capo e collo a causa di questo virus.
Circa 4 cantine su 10 hanno subito (e continuano a subire) un crollo, colpite da una forte mancanza di liquidità.
I fatturati sono precipitati vertiginosamente, specialmente se si fa un confronto diretto con la situazione economica dell'anno 2019 (anno più che positivo, con record storico dell'export italiano, pari a 6,4 miliardi), alla quale molti dei produttori speravano di far riferimento, specialmente ad inizio 2020.

Per essere più precisi, il giro d'affari dedicato a bar, ristoranti, alberghi, agriturismi e quant'altro ha subito una perdita al netto di circa il 30%, che diciamocelo, agli occhi di chiunque risulterebbe sostanziosa.

Ma facciamo un esempio pratico, prendendo in analisi la condizione del vino abruzzese, forse una delle peggiori nel panorama italiano (vi siamo più vicini che mai!!).

Allo stato attuale risultano cancellazioni degli ordini anche pari al 100% mentre, per quanto riguarda l’export, i mercati su cui ci sono maggiori problemi sono Usa, Cina, Germania e Paesi del Nord.

Senza entrate risulta difficile far fronte ai costi di produzione, specialmente perché il ciclo produttivo avviato (vigna -> lavorazione) non può assolutamente essere interrotto.
Vien da sé che compensazioni dei costi dovrebbero essere prese subito in considerazione, soprattutto per quel che concerne la produzione in se.

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P.s: Badate bene, quanto detto in questo ultimo periodo si applica a TUTTE le cantine italiane che affrontano questa pandemia, non solo quelle abruzzesi.

A questo punto, quasi per logica, le domande che ognuno si pone sono le seguenti: come si può fare fronte ad una simile perdita? C'è un modo per arginarla?

La risposta è si!

Perché diciamo questo? Le vendite nella GDO (acronimo di Grande Distribuzione Organizzata) risalenti a Marzo 2020 sono aumentate del 6% (elaborazione Coldiretti su dati Ismea), accompagnate da un'altrettanto positivo, seppur meno incisivo, incremento delle vendite attraverso e-commerce.

E quest'ultimo, specialmente per quanto riguarda i "compratori" più giovani, sembrerebbe essere una buona alternativa alla vendita diretta.
È importante ricordare il fortissimo impatto che internet ha avuto (e continua ad avere) sul fronte vendite; una realtà che tutti quanti stanno rivalutando, finalmente facendolo in positivo.

Per rispondere al "come" determinate pratiche siano state sviluppate, proposte o comunque considerate, per contrastare questa grande crisi, presente e soprattutto futura, vediamo di riflettere su quanto segue:

Ogni produttore, nel suo "piccolo", sta affrontando la cosa in maniera strettamente personale, quindi con modifiche ai listini prezzi, sviluppi di vendite online differenti, ecc.

Ma riallacciamoci direttamente all'esempio sull'Abruzzo, per comprendere meglio la situazione e qualcosa in merito ai piani d'azione.
La Coldiretti ha presentato al governo un interessante "piano salva vigneti".
Attraverso la distillazione volontaria si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante.
E la misura, che in realtà riguarderebbe non solo l’Abruzzo, avrebbe l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano, che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive

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La Coldiretti, a livello nazionale, è impegnata nella campagna #iobevoitaliano (anche noi di peekee lo siamo!) per promuovere gli acquisti.
Secondo loro serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni italiane, finanziando un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non.

Le risorse dovranno arrivare anche dall’Unione Europea, che dovrà consentire alle cantine di utilizzare i fondi anche per attività di informazione e promozione sul mercato interno ed Europeo.
Vorrebbero si semplificasse e rendesse più flessibile la gestione di tutte le misure del Programma Nazionale di Sostegno finanziato con i fondi di settore Ue - OCM vino.
I primi passi importanti sono già stati previsti nel recente decreto Ministero delle Politiche Agricole del 31 marzo, che tuttavia ancora non basterebbero.

Oppure, anche se più su larga scala, il "Pacchetto Vino COVID-19", che potremmo semplicemente definire una proposta, nella quale vengono elencate richieste specifiche da parte dell'associazione europea delle imprese del vino (ne fa parte anche UIV) inerenti a misure di emergenza e rilancio del settore.

Lasciamo qui un file pdf del comunicato stampa del Ceev (in lingua inglese).

È ancora più evidente, leggendo il contenuto del file, quanto i problemi e le ripercussioni economiche siano opprimenti per i produttori ed il settore in generale.

Ma seppur la gravità del presente sia chiara, si guarda specialmente al futuro.

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Infatti, il settore vitivinicolo mostrerà (speriamo non accada, altrimenti cosa beviamo?!) tutti i suoi reali problemi una volta che il periodo di vendemmia sarà arrivato. Questo perché?.
Se le cantine non avranno smaltito il vino che avevano vinificato la scorsa annata non ci sarà spazio per il nuovo, causando in questo modo un eccesso di offerta sul mercato che porterà ad un calo di prezzi molto molto scomodo.

Ed è per questo motivo che si dovrebbe pensare seriamente a misure contingenti (e qui torniamo al discorso iniziale sul come poter fronteggiare questo crollo di mercato), come la reintroduzione della "distillazione di crisi" (praticamente la stessa cosa che ha deciso di fare l'Abruzzo, ma estesa al territorio), per far posto in cantina, sopperire alla crescente richiesta di alcol  e garantire un minimo di flusso di cassa alle imprese (che logicamente non compenserà il calo degli introiti dovuti alle vendite).

Come potete vedere, quindi, la situazione risulta piuttosto caotica, poco chiara.
Sicuramente danni presenti ne hanno ricevuti, questo è evidente.
Ma ciò che preoccupa davvero tanto è, appunto, il futuro.
Quello che il governo è la comunità europea decideranno di fare per aiutare i produttori, specialmente medio-piccoli, sarà di fondamentale importanza.
Ricordate bene che il vino rappresenta uno dei più grandi vanti che l'Italia possegga, non solo a livello mondiale ragazzi, ma a livello intergalattico!

C'è bisogno di un forte sostegno. Ed ognuno di noi, anche da casa, può contribuire affinché nulla di troppo pesante ed insostenibile possa gravare sulle spalle di questi incredibili lavoratori, ai quali dobbiamo veramente tanto.

Ci raccomandiamo, quindi! Bevete con rigore, ma fatelo!

Un saluto dai vostri ragazzi di peekee!