Il 1 Maggio: La festa dei lavoratori

Eh si, oggi è il 1 Maggio, una delle festività più importanti che ci siano, memoria delle estenuanti lotte della classe operaia, battutasi per rendere concreti e reali i propri diritti.

Scritto il 01 Maggio 2020 da Team peekee
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Un saluto a voi, cari amici di peekee! E a tutti i lavoratori... Auguri!!

Eh si, oggi è il 1 Maggio, una delle festività più importanti che ci siano, memoria delle estenuanti lotte della classe operaia, battutasi per rendere concreti e reali i propri diritti. Grazie alla loro tenacia oggi viviamo in ambienti e situazioni lavorative più dignitosi.

A tal proposito, cosa potrebbe fare peekee per onorare questa "forza del passato"?

Nel nostro piccolo vorremmo essere parte di questo bellissimo ed eterno ricordo, sperando che ognuno di voi possa godersi la "Festa dei Lavoratori" nel miglior modo possibile, per quanto possibile. Come? Beh, nella maniera che meglio conosciamo:

Curiosare tra le particolarità enogastronomiche più succose relative a questa festività, tutti quanti assieme!

E se c'è una cosa che non è mancata, non manca e non mancherà mai, specialmente durante eventi così tradizionali, è proprio il vino. O meglio, l'uva!

Nonostante la maggior parte delle cantine, dei produttori e dei loro dipendenti festeggino il 1 Maggio come tutti quanti noi (più o meno), dovete sapere che c'è stato un periodo durante il quale questa ricorrenza venne abolita ed in seguito sostituita con quella che alcuni conoscono come "Festa dell'Uva" ! Assurdo, vero?!

Beh, per capirne il motivo abbiamo bisogno di fare un bel salto nel passato, atterrando in Italia, più precisamente ad Alfonsine (piccolo comune in provincia di Ravenna), nel pieno degli anni '30. Chiaramente ci troviamo in un periodo molto sensibile per il nostro paese, al tempo governato dal fascismo.

1 maggio festa dell'uva

Libertà di stampa e di pensiero erano limitate e per questo motivo venne presa la decisione di abolire totalmente la festa "poco politica" dei lavoratori, sostituendola con la più propiziatoria Festa dell'Uva. I motivi che mossero Arturo Marescalchi (Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste) furono molteplici. Tra questi, la necessità di una "celebrazione" del vino a 360 gradi, che ne esaltasse l'importanza ed il valore.

Una vera e propria festa nazionale e tradizionale se vogliamo leggerla in chiave più attuale, nonostante l'obiettivo politico, presente sin dall’inizio, fosse quello di renderla veicolo di propaganda. L'idea di recupero e di valorizzazione delle tradizioni, legate in questo caso al vino, serviva al fascismo per divulgare la sua immagine di "partito di cultura ruralista e paesana".

Un incentivo fatto e finito, ideale per creare la propria immagine di partito di cultura paesana mirato a formare un largo consenso tra i ceti contadini. Qualunque occupazione doveva essere accompagnata da tradizioni ad essa correlate e a tal fine si istituirono le Giornate del pane, del Frutto, del Gelso e dell'Albero.

È su questa ripresa delle tradizioni paesane che si manifesta la motivazione dì ordine politico che portò lo stesso Mussolini a volere una celebrazione dell'uva, che su sua esplicita indicazione passò dalla denominazione di Giornata a quella di Festa: elevandola al grado di nazionale diventava un momento di coesione sociale, altamente patriottico, mirato all'acquisizione di largo consenso sulle masse meno politicizzate, rappresentate in gran parte dagli agricoltori.

Comunque, in un periodo di crisi come quello, la stampa riteneva che il vino potesse essere terapeutico e vantaggioso (soprattutto per lo Stato), capace di rianimare quegli uomini che assieme stavano attraversando un periodo grigio e pieno di paure.

agricoltori

Così prese il via questa particolare iniziativa, ingrandendosi sempre più, sino ad arrivare a prendere il posto (metaforicamente, per importanza) della "Festa Gròsa" (vecchio evento, più tradizionale ma troppo di parte, specialmente per il tipo di governo, abolita intorno agli anni '20) e si, anche la nostra amata Festa dei Lavoratori.

Pensate quanto potere economico e politico potessero avere uva e vino, se capaci di eliminare totalmente il concetto di festività dei lavoratori.

Un'incredibile forza lavoro venne quindi mobilitata sul territorio, ed il governo venne così favorito da una propaganda conciliata perfettamente ad un evento che il popolo alfonsinese degli anni '30 avrebbe avuto a cuore. E infatti le edizioni furono molte; uva e vino presero il controllo totale fino al 1941 circa, dove lentamente la festività andò a scemare. Nelle ultime edizioni ('39,' 40 e '41) della festa venne allestito anche un parco giochi dedicato a forme itineranti di divertimento (spesso accessorie al vino stesso).

In seguito, venne caratterizzata da grandiosi festeggiamenti che affermarono la manifestazione alfonsinese a livello regionale. Con l'ultima edizione, solo il parco giochi e uno spettacolo pirotecnico rimasero.

Questo perché, nonostante la bellezza e la bontà che poteva regalare il vino, i diritti dei lavoratori tornarono ad avere la meglio su tutto il resto, così da donare nuovamente spazio alla Festa dei Lavoratori del 1 Maggio.

Pensandoci bene, molti dei produttori attuali gestiscono cantine così tanto vecchie che quasi sicuramente avranno avuto la possibilità di partecipare a questo bizzarro evento, o comunque di averlo sentito nominare.

Ma ora è tutto finito. Oggi si celebrano ancora le stesse battaglie, gli stessi lavoratori, lo stesso 1 di Maggio, per tutta Italia. E dovremmo farlo sempre con un certo spirito di riconoscenza, di amore.

Siamo lavoratori anche noi, abbiamo ereditato una grande responsabilità da coloro che oggi lasciano nelle nostre mani questo paese magnifico. E sapete qual'è il modo migliore per render loro omaggio, da bravi colleghi?

Facendosi una bella bevuta di Vino!

Questo perché molte delle cantine del territorio sono solite organizzare eventi dedicati proprio al 1 di Maggio, alla Festa dei Lavoratori.

esperienze degli agricoltori

Spesso si tratta di degustazioni molto succose, anche se le esperienze proposte sono sempre un'infinità!

Visite guidate alla cantina stessa o addirittura all'azienda, aperitivi immersi nella quotidianità delle vigne, suggestivi e poetici spazi di vita. Diciamo quindi che produttori e dipendenti festeggiano "lavorando per noi", nella maggior parte dei casi.

Aziende Agricole? Idem con patate!

Il 1 Maggio difficilmente si chiude. Anzi, molte delle produzioni proseguono come se niente fosse.

Gli allevamenti ad esempio, per evitare di lasciare animali soli nelle stalle o al pascolo, per occuparsene mungendoli e/o nutrendoli, oppure gli agriturismi, per poter seguire quei clienti che, al contrario, sono arrivati proprio per godersi una bella vacanza tra le colline!

Pensate che circa 2 anni fa in più di 200.000 (dato Coldiretti) lavoratori agricoli decisero di impegnare il loro 1 Maggio, nonostante la festività. E per non farci mai mancare nulla, in molti comuni italiani si è soliti festeggiare con gli agricoltori del posto proprio per tradizione!

Lo scorso anno, ad esempio, il comune di Pasturo ospitò un 1 Maggio memorabile in compagnia dei suoi fidati agricoltori! Che dire poi del bellissimo festival di Oleggio? Pensate che il 1 Maggio del 2018 questo loro "mondo agricolo in fiera" contó più di 30 mila ingressi! Cifre incredibili, gente.

E credeteci, potremmo andare avanti all'infinito!

Gli eventi che le cantine e gli agriturismi sparsi per il territorio organizzano in vista della festa dei lavoratori sono tantissimi, tutti diversi tra loro, ma uguali in qualità e bellezza!

paese agricolo

Certe volte possedere il dono dell'ubiquità sarebbe proprio bello ; )

Purtroppo però, come potrete immaginare, questa festività non verrà affrontata allo stesso modo da tutti coloro che offrono servizi inerenti all'enogastronomia, specialmente per via del periodo delicato che stiamo attraversando in questo momento, che rende più complicato vivere esperienze di questo tipo in prima persona, purtroppo.

Ma non siamo qui per rattristirvi, anzi!

Che sia per un bicchiere di vino, per una fetta di prosciutto ben stagionato o per un pinzimonio fatto con il miglior olio extravergine, ciò che lega ogni lavoratore a questa festa lo si può trovare proprio nell'agricoltura, che da sempre è sinonimo di tradizione!

In fondo, il Made in Italy è fatto anche di questo, eventi tradizionali e diligenza produttiva!

Saremmo giunti al termine di questa interessante chiacchierata, ma prima di lasciarvi al vostro meritato brindisi vorremmo condividere con voi un pensiero che speriamo possiate fare vostro, in qualche modo. Una sorta di filosofia, per così dire.

Oggi più che altri giorni ci viene data la possibilità di riflettere: riflettere su ciò che abbiamo e su ciò che altri hanno perso affinché noi avessimo. Una giornata che avremmo passato con gli amici più cari, ridendo e scherzando, mangiando e bevendo, e lo avremmo fatto nel migliore dei modi; non come individui, ma come collettività.

La Festa dei Lavoratori, appunto, non possiede un nome proprio, un identificativo preciso, bensì abbraccia ogni singolo uomo di questa Terra chiamandolo nello stesso modo. E lo fa perché in passato è nata così, da tutti.

Quindi, se volete sollevare i calici di vino rosso, bianco o spumante, fatelo per sorridere tutti assieme, lasciando che parte dei vostri pensieri vada anche a coloro che oggi non ci sono più, ma grazie ai quali noi non smetteremo mai di esserci.

Brindate al 1 Maggio, la Festa dei Lavoratori!

E brindiamo a voi, i lavoratori!

Bene, ora vi lasciamo festeggiare!

A presto, amici eno-astronomici!!