La certificazione biologica

Quante volte capita di imbattersi in prodotti riconosciuti biologici? Tante, tantissime anzi!

Scritto il 30 Maggio 2020 da Team peekee
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Che sia durante una spesa, che sia guardando la televisione o in erboristeria, la certificazione da agricoltura biologica è ormai diventata un qualcosa di molto ricercato, sia dai produttori che dai clienti.
Un fattore spesso determinante (se non fondamentale), specialmente per quelle persone che, più di ogni altra cosa, prediligono un certo tipo di produzione (nel senso più stretto del termine).

Ma nello specifico, che cosa è?
Che requisiti dovrebbe avere un prodotto per potersi aggiudicare questa certificazione?


La certificazione da agricoltura biologica viene rilasciata alle aziende solo se in ogni fase del percorso di produzione di un determinato prodotto, vengono rispettate una serie di regole stabilite in Italia dal Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Diciamo che potremmo considerarlo come un vero e proprio esame, per il quale è necessario prepararsi ed attrezzarsi a dovere. Come mai questo paragone?

Ecco, dovete sapere che l'azienda richiedente la certificazione avrà bisogno di sottoporre ogni fase della propria produzione a "severi" controlli, a carico degli organismi preposti, al vertice dei quali, in Italia, abbiamo il Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Ad una amministrazione regionale verrà invece delegato il compito di vigilanza territoriale.

Quindi, nello specifico, l'azienda dovrà scegliere un organismo di controllo (che è sempre un ente terzo e indipendente) che effettua ispezioni e certificazioni nel settore della produzione biologica conformemente alle dispositive del regolamento.

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Dopo la richiesta e le ispezioni, l'azienda dovrà attraversare quello che viene chiamato "Periodo di Conversione".
Nello specifico, ci riferiamo al tempo di transizione a partire dalla notifica di attività.
L'azienda comincia a rispettare tutti gli adempimenti del sistema di controllo dell'agricoltura biologica sino alla riconosciuta conversione (della quale ovviamente si occupa l'ente specifico).
Questo periodo di transizione, che ammonta a circa 2-3 anni, è necessario per far sì che i terreni, le agricolture, gli allevamenti e tutti i processi produttivi siano completamente "ripuliti" da qualsiasi sostanza chimica di sintesi o prodotti OGM.

Una volta superato il Periodo di Conversione (più eventuali controlli a sorpresa, sempre da parte dell'ente), il prodotto potrà finalmente essere certificato biologicamente, con tanto di marchio sull'etichetta!

Come dicevamo all'inizio del nostro articolo, la certificazione Biologica è diventata un passo fondamentale per molti produttori.

E questo non per avere semplicemente un marchio in più sulla propria etichetta, ma piuttosto per averne uno in più sulla propria etica!

Il rispetto dell'ambiente - ad oggi - è una delle cose che più dovremmo avere a cuore.
E che può estendersi a tutti, beneficio del quale non dovremmo mai privarci.

Ah, prima di lasciarvi ecco a voi una piccola curiosità!
Un prodotto in fase di certificazione, ma non ancora certificato, potrà indicarlo sull'etichetta!
L'unica differenza sarà la dizione: "In conversione all'agricoltura biologica" piuttosto che "proveniente da agricoltura biologica".

Dopo questa postilla, possiamo andare serenamente a controllare le etichette!
Arrivederci da Peekee!