La vigna e le Tecnice Colturali

Che cosa proporrà oggi peekee, vi starete chiedendo. Ebbene, oggi andremo ad analizzare, in maniera generica e "specifica", ciò che sta alla base della vita stessa del nostro amato vino: la vigna.

Scritto il 21 Aprile 2020 da Team peekee
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Che cosa è la vigna? Come può essere lavorata?

Innanzitutto, vediamo di capire "nel dettaglio" cosa sia una vigna.

La vigna è in sé un piccolo ecosistema, nel quale vitigno, terreno, microclima e tecniche colturali devono interagire tra loro, in modo da ottenere risultati quasi perfetti!

Uva matura, profumatissima e ricca di sostanze estrattive; ecco la base fondamentale per ottenere vini di qualità di tutte le tipologie: bianchi, rossi, leggeri e strutturati, da bere giovani o invecchiati, fermi, frizzanti e spumanti.
Ed è questa perfetta "collaborazione" tra vigna e terreno a dare vita a quei vini che vengono definiti D.O.P (Denominazione di Origine Protetta).

Ma come ben saprete, questo generalizzare non rende il giusto onore alle infinite tipologie di vitigni che l'Italia ha l'onore di crescere.

vitigno con le sue caratteristiche

Ognuno di essi, infatti, non presenta le stesse capacità di adattamento, sia per quanto riguarda le condizioni climatiche, sia quelle territoriali e di orientamento. Pensate al vitigno come una persona vera e propria, con i suoi gusti e le sue abitudini!

Ad esempio, uno Chardonnay o un Merlot si adattano perfettamente a qualsiasi tipologia di territorio, mentre un Nebbiolo necessita di premure ben diverse (in questo caso le Langhe).

È per questi motivi sopra citati che le tecniche di produzione, allevamento e lavorazione (o Tecniche Colturali) variano sensibilmente, da un tipo di "cultivar" (vitigno) all'altro.

Beh, a questo punto sorge spontanea la domanda:

Quali sono queste Tecniche Colturali?

In parole povere si parla di potatura, periodo della vendemmia, tipologia di allevamento e tutti quegli accorgimenti che possono condizionare, più o meno sensibilmente, il risultato finale della produzione, quindi la qualità del vino stesso.

Andiamo ad analizzarne alcune, visto che ci siamo!

Potatura

Ha una grandissima importanza in viticoltura e può essere eseguita per scopi differenti: 

  • potatura di allevamento; necessaria a dare la giusta forma alla giovane pianta in via di sviluppo
  • potatura di produzione; sulla pianta ormai sviluppata, che ha lo scopo di mantenere un preciso equilibrio tra vegetazione (superficie fogliare) e produzione (numero dei grappoli).

Esiste poi un'altra distinzione tra potatura secca, effettuata in inverno per asportare i rami che hanno prodotto uva durante la stagione precedente, e potatura verde, eseguita nel periodo estivo se il vigneto manifesta un vigore di crescita eccessivo.

Per quanto riguarda il criterio di taglio, si parla di potatura corta se i rami vengono tagliati molto vicino all'attaccatura sul tralcio, potatura lunga, quando vengono tagliati verso le estremità e potatura mista, quando si alternano entrambi i tipi di tagli.

orientamento filari

Orientamento dei filari

I vigneti sono costituiti da filari, vere e proprie file di viti, a volte talmente lunghe da non vederne la fine.

Ecco, anche la loro disposizione è parte fondamentale della (e per) produzione e dell'allevamento.

Si ragiona considerando i punti cardinali (Nord, Sud, Est, Ovest) e quindi l'orientamento del vitigno stesso.

Nei filari con orientamento est-ovest l'illuminazione si intensifica con l'alzarsi del sole, raggiunge il punto massimo verso mezzogiorno e poi declina progressivamente con l'avvicinarsi della sera. Nei filari con orientamento nord-sud si verificano due picchi di massima illuminazione, verso le 10 e verso le 16, con una flessione intorno a mezzogiorno.

Sistemi di allevamento

La decisione più importante che il produttore dovrà prendere è quella del sistema di allevamento del vitigno. Praticamente viene definita una tipologia di coltivazione che caratterizza l'impianto per tutta la sua durata.

Per stabilire quale forma di allevamento scegliere, il produttore (o viticoltore) deve valutare le varietà di vite da impiantare, la pendenza del terreno, il prodotto che vuole ottenere (produzioni elevate, produzioni limitate ma di qualità) e la possibilità o meno di meccanizzare le operazioni colturali.

Le tipologie di allevamento più utilizzate sono:

  • meccanizzabili: Guyot, Cordone speronato, Casarsa
  • non meccanizzabili: Tendone, Alberello;
  • potatura corta: Alberello, Cordone speronato;
  • potatura mista: Guyot, Cazenave, Casarsa;
  • potatura lunga: Sylvoz, GDC, Pergola, Tendone

La Vendemmia

Non è altro che la raccolta dell'uva prodotta dal vitigno, svolta per mezzo di macchinari o manualmente.

Pensate che per decidere il periodo di raccolta vengono svolte delle analisi (prelievi prevendemmiali) su campioni di uva, per valutarne il grado di maturazione e di aromaticità! Insomma, questi produttori fanno anche gli scienziati!

OK, scherzi a parte, la vendemmia è un'altra importante pratica che il viticoltore deve considerare durante la scelta di produzione.

A seconda del risultato che si vuole ottenere, infatti, la vendemmia potrà essere svolta in periodi differenti (come abbiamo accennato poc'anzi).

Una vendemmia tardiva (uva sovramaturata o passita) ad esempio, aiuterà nella produzione di vini dolci, strutturati e morbidi.

icewine- uva rivestita da ghiaccio

Abbiamo anche raccolte svolte nel mese di gennaio, dove l'uva rivestita dal ghiaccio viene impiegata per la produzione del gustosissimo Icewine.

Come potete vedere il mondo enologico è un qualcosa di grande, anzi.. grandissimo. Poter racchiudere tutto quanto in una sola mandata sarebbe impossibile.

Ed è per questo che siamo qui con voi: per imparare e per bere, lasciando che sia il tempo stesso a trasformare tutto, lentamente, come un vitigno che cresce!

Bene, per oggi è tutto cari abitanti peekee!

Alla prossima avventura eno-astronomica!